Pubblicato il documento del CPON che esamina i nuovi obblighi per le imprese e le regole di selezione introdotti dal recepimento della direttiva (UE) 2023/970, evidenziando il ruolo centrale dei professionisti nel guidare il cambiamento aziendale.
Il Comitato Pari Opportunità Nazionale dei Commercialisti (CPON) ha pubblicato il documento tecnico operativo intitolato “Analisi del decreto legislativo 7 maggio 2026, n. 96”.
L’opera si propone di offrire una disamina sistematica del provvedimento con cui l’Italia ha ufficialmente recepito la direttiva europea (UE) 2023/970, pilastro fondamentale per la trasparenza retributiva e per il rafforzamento della parità di retribuzione tra donne e uomini a parità di lavoro o per mansioni di pari valore.
I nuovi obblighi organizzativi e le regole in fase di assunzione
Come si evince dall’analisi del CPON, il decreto legislativo segna un passaggio di fondamentale rilevanza per il mercato del lavoro italiano, introducendo un sistema di adempimenti destinato a incidere profondamente sui modelli di gestione delle risorse umane.
Una delle novità più impattanti riguarda le procedure di selezione:
Una delle novità più impattanti riguarda le procedure di selezione:
- trasparenza ex ante: negli avvisi e nei bandi, i datori di lavoro sono ora tenuti a fornire ai candidati l’indicazione della retribuzione iniziale (o della relativa fascia) e a indicare le pertinenti disposizioni del contratto collettivo applicato, il tutto basato su criteri oggettivi e neutrali sotto il profilo del genere;
- divieto di indagine sulle retribuzioni pregresse: non sarà più consentito chiedere, né direttamente né indirettamente (ad esempio tramite agenzie esterne di ricerca del personale), informazioni sull’attuale o precedente inquadramento salariale del candidato.
Il documento approfondisce, inoltre, gli impatti della norma sulle politiche salariali interne, sui sistemi di progressione economica e sugli obblighi di rendicontazione dei divari retributivi, mettendoli anche a sistema con la prassi per la Certificazione della parità di genere (UNI/PdR 125:2022) e il rapporto biennale sulla situazione del personale.
Il ruolo del Commercialista: oltre la compliance, verso un’evoluzione culturale
L’analisi accende i riflettori sull’evoluzione della professione del Commercialista, sempre più orientata ad offrire un’assistenza qualificata in materia di governance, sostenibilità aziendale e valorizzazione del capitale umano.
A questo proposito, le consigliere nazionali delegate alle politiche di genere, Liliana Smargiassi e Rosa D’Angiolella, hanno sottolineato come il decreto rappresenti un terreno di intervento strategico: “Il contributo dei professionisti sarà determinante per accompagnare le imprese in un percorso che non può essere solo di compliance, ma deve diventare un’occasione di crescita organizzativa e culturale”.
Metodo di calcolo unico e semplificazioni per le PMI
All’interno del documento, il Comitato non manca di avanzare alcune proposte operative per facilitare le imprese. Tra le principali, vi è il suggerimento di delineare un metodo unico di calcolo dei dati retributivi, per facilitarne la raccolta e l’analisi; l’eventuale utilizzo di modelli matematico-statistici alternativi dovrebbe rimanere un’opzione facoltativa per le organizzazioni, e non un vincolo rigido. Inoltre, si caldeggia un percorso di semplificazione adeguato per calare concretamente questi obblighi nelle realtà aziendali minori.
L’auspicio finale espresso dal CPON è che la guida operativa possa favorire una forte e ampia diffusione della cultura della trasparenza e delle pari opportunità, passi imprescindibili per la realizzazione di un panorama economico-lavorativo più equo, inclusivo e competitivo.