Con l’apertura della stagione dichiarativa 2026, il Modello 730 precompilato è ufficialmente disponibile per la consultazione sul portale dell’Agenzia Entrate.

Sebbene lo strumento nasca per semplificare gli adempimenti fiscali dei contribuenti, è fondamentale prestare la massima attenzione: la dichiarazione “pronta all’uso” non è necessariamente completa.

In particolare, nonostante l’ampia mole di dati a disposizione dell’Amministrazione Finanziaria, diverse tipologie di reddito e attività non vengono inserite automaticamente nel prospetto. La “lacuna” informativa riguarda per esempio eventuali :

  • redditi prodotti all’estero o patrimoni immobiliari e/o finanziari detenuti fuori dall’Italia (soggetti a IVIE e IVAFE);

  • plusvalenze di natura finanziaria, redditi di capitale soggetti a imposta sostitutiva e investimenti in valute virtuali (cripto valute o attività in genere).

L’Agenzia può escludere anche informazioni relative a fabbricati di cui non le sia chiara la destinazione (es. immobili tenuti a disposizione o concessi in comodato) o dati che risultano discordanti con le risultanze dell’Anagrafe Tributaria.

È bene ricordare che la messa a disposizione della dichiarazione precompilata non esonera il cittadino dall’obbligo di verifica. Il contribuente resta l’unico responsabile della correttezza e della completezza dei dati trasmessi. L’omissione di redditi non tracciati può esporre a sanzioni amministrative e accertamenti futuri.

Alla luce di queste complessità, si raccomanda sempre un controllo analitico del prospetto informativo messo a disposizione dall’Agenzia, valutando, laddove necessario, il supporto di un professionista.