Nel corso della tavola rotonda “Professioni 4.0 – l’Intelligenza Artificiale tra etica, diritto e mercato”, svoltasi presso l’Università Cattolica di Piacenza per celebrare i 25 anni di AteneoWeb, il Dott. Giovanni Emmi ha tracciato un quadro lucido e pragmatico sull’impatto dell’Intelligenza Artificiale nel settore della consulenza economica e contabile.

La sua visione, forte di un’applicazione pratica e costante della tecnologia avviata nel suo studio già dal 2022 per ridurre gli errori nei bilanci e nelle dichiarazioni, esorta i professionisti ad abbracciare il cambiamento tecnologico per non rischiare l’estinzione professionale.

Il divario tecnologico e la corsa alla produttività 

Secondo Emmi, l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale determinerà a breve una netta separazione tra gli studi che la applicano in maniera pervasiva e quelli che decidono di ignorarla. 

I primi godranno di un incremento radicale della produttività, potendo contare su processi più rapidi, puntuali e precisi. Rifiutare l’uso di questi strumenti è definito dal Dott. Emmi non solo “anacronistico”, ma anche “pericoloso” rispetto alle dinamiche del mercato. 

La strategia vincente non è la resistenza, ma la padronanza: occorre “imbrigliare il cavallo per procedere al galoppo”, sfruttando al massimo le potenzialità della tecnologia pur mantenendo una salda guida umana sul processo.

Privacy, aggregazione e formazione: le nuove regole dello studio 

Intervenendo sui complessi profili deontologici e sulla gestione dei dati sensibili, Emmi ha offerto una soluzione estremamente concreta. 

Per tutelare la privacy ed evitare i rischi legati all’immissione di dati riservati su piattaforme esterne come ChatGPT, gli studi possono e devono strutturarsi per elaborare le informazioni su server interni che rispettino appieno le normative vigenti, utilizzando l’IA esclusivamente come motore di calcolo. Per affrontare questo salto tecnologico, diventano imprescindibili due leve strategiche: la formazione continua e l’aggregazione.
Solo comprendendo intimamente il funzionamento degli algoritmi si possono mitigare i rischi, e solo raggiungendo dimensioni aziendali adeguate – tramite aggregazioni tra studi – i professionisti potranno sostenere gli investimenti tecnologici oggi necessari per restare competitivi.

La fine della gavetta tradizionale e il “Reverse Mentoring” 

L’adozione dell’IA impone una rivoluzione anche nella gestione delle risorse umane e del praticantato. L’automazione di attività manuali e ripetitive, come le vecchie registrazioni in partita doppia, rende di fatto obsoleto il modello tradizionale di formazione sul campo dei giovani. 

A fronte di una crisi delle vocazioni già in atto, che l’Intelligenza Artificiale non potrà che accelerare riducendo il numero complessivo degli iscritti, Emmi propone un nuovo paradigma organizzativo basato sul “reverse mentoring”. I professionisti senior dovranno avere l’apertura mentale di affidarsi ai giovani e ai nativi digitali per farsi guidare nella gestione tecnica dei nuovi processi, restituendo loro, in cambio, la preziosa esperienza di vita e l’intuito che solo anni di professione sanno forgiare.

Il futuro del professionista: il valore inestimabile della “validazione” 

In uno scenario in cui persino gli strumenti contabili muteranno radicalmente forma, la figura del commercialista è destinata a scomparire? Al contrario, ne uscirà ridefinita. 

La vera essenza della professione si sposterà sempre di più sul concetto di “validazione”. 

Nonostante l’altissima automazione dei flussi documentali, il processo si dovrà sempre concludere con un essere umano competente che appone la propria firma, assumendosi la piena responsabilità verso il cliente e il mercato dell’output finale. 

Il professionista del futuro sarà prima di tutto un rigoroso validatore dei sistemi che lui stesso padroneggia. In questa inarrestabile evoluzione, il Dott. Emmi ha concluso ricordando che strumenti e partner storici come AteneoWeb continueranno a rivestire un ruolo centrale, affiancando i professionisti per garantire proprio quel controllo e quella validazione professionale che fa la differenza tra un elaborato automatico e un vero servizio di consulenza.