Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) e la Società Italiana dei Docenti di Ragioneria e di Economia Aziendale (SIDREA) hanno unito le forze per pubblicare il documento “Linee guida per la sostenibilità delle startup”.
Il volume, edito da Giappichelli, è scaricabile gratuitamente dai siti istituzionali di CNDCEC e SIDREA.
Non è una semplice rassegna teorica, ma un vero e proprio manuale d’azione per guidare le imprese giovani oltre la delicata fase di avvio, riducendone la fragilità strutturale grazie agli strumenti dell’economia aziendale.
Il tasso di mortalità delle startup nei primi anni di vita resta drammaticamente elevato, spesso a causa di errori di valutazione ampiamente prevenibili in fase di “seed” e “early stage”.
La diffusione di queste linee guida nella prassi professionale punta non solo a evitare un enorme spreco di risorse economiche, ma a favorire la nascita di realtà sane, capaci di generare ricchezza stabile e valore per l’intera comunità.
La diffusione di queste linee guida nella prassi professionale punta non solo a evitare un enorme spreco di risorse economiche, ma a favorire la nascita di realtà sane, capaci di generare ricchezza stabile e valore per l’intera comunità.
Il focus dei regolatori e degli investitori è rivolto soprattutto alle cosiddette “gazzelle”, ovvero le startup ad alta crescita. Secondo i criteri Eurostat-OECD, si tratta di imprese con:
- massimo 5 anni di vita;
- almeno 10 dipendenti all’inizio del percorso di crescita;
- un tasso di crescita del fatturato o dell’occupazione non inferiore al 20% annualizzato per tre anni consecutivi.
Queste realtà non creano occupazione “di sostituzione”, ma posti di lavoro netti e altamente qualificati. Identificare e proteggere questi modelli di eccellenza è il compito a cui siamo chiamati come consulenti strategici.
Il punto di forza di questo documento risiede nella sua architettura modulare. Ogni linea guida è strutturata in tre sezioni distinte e sequenziali, pensate per agevolare l’intervento del professionista:
- Descrizione dell’oggetto: individuazione dell’ambito gestionale o dell’elemento di analisi;
- Evidenziazione delle criticità: analisi dei rischi e dei tipici punti di debolezza connessi;
- Indicazioni operative: protocolli d’azione e risposte pratiche per prevenire o azzerare le criticità.
Ad ogni sezione è associato un set di variabili e indicatori di misurazione per consentire di monitorare quantitativamente l’efficacia delle soluzioni implementate nella prassi aziendale.
Il documento mappa l’intera vita della startup attraverso tre macro-aree:
- Inquadramento teorico e definitorio
Un passaggio essenziale per fare chiarezza nel glossario dei mercati innovativi, tracciando i confini normativi e operativi tra startup, scale-up, unicorni, startup innovative e startup sociali. - Strategia, Business Plan e gestione dei rischi
È il cuore pulsante della pianificazione. In questa sezione si analizza l’uso del Business Plan come modello logico-analitico per mappare la competitività e la sostenibilità economico-finanziaria. Viene dato ampio spazio alla stima multidimensionale dei rischi:- rischi finanziari e operativi (attraverso metriche cruciali come il “burn rate” e la “cash runway”);
- rischi politici, ambientali e di sicurezza informatica;
- integrazione degli aspetti ESG, utilizzando framework semplificati come il modello VSME-ESRS dell’EFRAG per le PMI non quotate.
- Problematiche contabili e valutazione del capitale
L’ultimo capitolo affronta le complessità tecniche più vicine alla quotidianità dello studio professionale:- Asset Intangibili: la corretta rappresentazione in bilancio e la valorizzazione di brevetti, software e del know-how del team (ai sensi dell’OIC 24);
- Cap Table e Equity: la gestione di strutture di patrimonio netto complesse, caratterizzate da diverse classi di azioni e forti riserve da sovrapprezzo, tipiche dei round di “private equity” e “venture capital”;
- Valutazione del Capitale Economico: il superamento dei limiti dei metodi tradizionali (come il DCF) in assenza di dati storici consolidati, a favore di approcci adattivi basati su scenari multipli, come il “Venture Capital Method” o il “First Chicago Method”.
L’opera si completa con un’Appendice normativa che sistematizza il quadro dei benefici fiscali e societari previsti dal D.L. n. 179/2012 (il pilastro del “Decreto Crescita 2.0”) per startup innovative e incubatori certificati.